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Sindrome di Gardner

COS’È
La sindrome di Gardner è una variante della poliposi adenomatosa familiare (FAP, dall’inglese Familial Adenomatous Polyposis) a trasmissione autosomica dominante, associata alla presenza di una variante patogenetica (mutazione) germinale nel gene APC. Oltre alle manifestazioni intestinali tipiche della FAP (poliposi intestinale, con aumentato rischio di neoplasia colonrettale, duodenale e/o dell’ampolla di Vater, epatoblastoma), la sindrome di Gardner si caratterizza per la comparsa di manifestazioni extra-intestinali che sono preponderanti rispetto alla FAP classica. Tali manifestazioni extra-intestinali sono rappresentate da osteomi del cranio e della mandibola, anomalie dentarie, cisti epidermoidi, desmoidi, ed ipertrofia congenita dell’epitelio pigmentato retinico. I desmoidi sono neoplasie benigne dei tessuti molli che si manifestano nel 12-18% dei pazienti con sindrome di Gardner. Si sviluppano soprattutto in sede addominale (parete addominale e/o intraddominali), ma anche a livello del torace, arti superiori ed inferiori. Possiedono talvolta un comportamento localmente invasivo ed un elevato tasso di ricorrenza, senza tuttavia potenziale metastatico. Si presentano, pertanto, in forma asintomatica oppure, se intra-addominali, posso manifestarsi sotto forma di complicanze come l'occlusione intestinale, l'idronefrosi o la sepsi.

COME SI RICONOSCE
I criteri che pongono il sospetto di una Sindrome di Gardner sono:
  • La presenza di una variante patogenetica germinale nel gene APC in famiglia
  • Una storia personale di = 100 adenomi colonrettali cumulativi
  • Il riscontro di ulteriori manifestazioni: ipertrofia congenita dell’epitelio pigmentato retinico; osteomi, denti soprannumerari, odontomi; desmoidi, cisti epidermoidi; adenomi duodenali; poliposi del fondo gastrico; medulloblastoma; carcinoma papillare della tiroide; epatoblastoma (età = 5 anni); neoplasia pancreatica; neoplasia gastrica e duodenale.

In tali casi è indicata l’esecuzione di un test genetico per la ricerca di varianti patogenetiche germinali mediante due tecniche di sequenziamento del DNA definite Next Generation Sequencing (NGS) e Multiplex ligation-dependent probe amplification (MLPA). Tale test genetico, in caso di variante patogenetica nota in famiglia si focalizzerà sulla ricerca di tale variante nel probando, mentre in assenza di variante patogenetica nota in famiglia prevederà l’utilizzo di un pannello multigenico.

COME SI CURA
Come nella FAP classica, le strategie preventive sono volte ad identificare precocemente le lesioni preneoplastiche. Il pronto trattamento di queste ultime permetterà di prevenire lo sviluppo della neoplasia avanzata. La prevenzione consiste quindi nella regolare sorveglianza dei distretti corporei a rischio di sviluppare la neoplasia, in particolare il tratto gastrointestinale (colonretto, stomaco, duodeno e papilla di Vater, intestino tenue), tiroide. La sorveglianza degli altri distretti è valutata caso per caso in base al quadro clinico e/o alla familiarità per neoplasia di quel distretto. Inoltre, per quanto riguarda il distretto colonrettale, quando gli adenomi diventano difficili da gestire endoscopicamente per numero/dimensioni/caratteristiche, è raccomandata l’esecuzione di un intervento chirurgico di colectomia profilattica. Esistono due tipi di chirurgia colonrettale profilattica: la colectomia con anastomosi dell’ileo al retto e la proctocolectomia con anastomosi della pouch ileale all’ano. La tipologia di intervento chirurgico offerta al paziente dipende da diversi fattori, tra i quali l’entità del coinvolgimento del retto (numero e dimensioni degli adenomi rettali), l’anamnesi personale di desmoidi addominali, e la discussione con il/la paziente dei vantaggi/svantaggi di ciascun intervento (in particolare in relazione alla sfera riproduttiva). Per quanto riguarda i desmoidi, potendo avere un comportamento localmente invasivo e decorso variabile con elevata ricorrenza, è consigliata una sorveglianza strumentale nei pazienti asintomatici. La resezione chirurgica completa è l'opzione terapeutica di prima scelta per i desmoidi. Per quelli non resecabili o per i quali non è possibile la resezione chirurgica con margini liberi (R0), i trattamenti non chirurgici comprendono la radioterapia e/o la chemioterapia.




MEDICI REFERENTI per questa malattia
presso Ospedale San Raffaele

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